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Guida sull'Inflazione in Italia e nel Mondo

 

Quante volte avete sentito parlare di inflazione? Moltissime… ma se qualcuno vi chiedesse che cos'è l'inflazione? "L'inflazione è l'aumento continuo e generalizzato del livello dei prezzi" probabilmente la risposta sarebbe simile a questa. L'inflazione non è questo. La cosa è evidente non appena ci si domanda quali siano le cause dell'inflazione. Secondo quanto  riportano i giornali il rischio inflazione è dettato dall'aumento del prezzo del pane, della pasta, della benzina o l'aumento dei salari, o soprattutto l'aumento dei prezzi internazionali del greggio e dei beni agricoli. L'inflazione sarebbe quindi l'aumento dei prezzi ed i prezzi in aumento… causerebbe l'inflazione! Corollario di questo ragionamento circolare è che i rincari spesso avvengano a causa di comportamenti opportunistici e speculativi da parte dei negozianti e dei distributori e che quindi il governo possa combattere l'inflazione istituendo un garante dei prezzi. Se vogliamo quindi comprendere che cosa sia realmente l'inflazione ed in quale modo causi l'aumento continuativo e generalizzato dei prezzi, dobbiamo tornare alla sua definizione originaria, ovvero quella utilizzata dalla scuola austriaca di economia e qui enunciata da Mises:

"L'inflazione sta ad indicare l’incremento della quantità di moneta e di banconote in circolazione e nei conti correnti. Ma la gente oggi usa il termine inflazione per indicare il fenomeno che non è nient'altro che una conseguenza dell’inflazione stessa, ovvero la tendenza di tutti i prezzi e dei salari di aumentare." Insomma, come diceva Ugo Tognazzi, "Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca".
Vediamo ora per quale motivo, in caso di aumento della quantità di moneta in circolazione, i prezzi tendono a salire: immaginiamo che l’ortolano si rechi al mercato per vendere le sue patate. Dall’esperienza delle settimane passate sa che fissando il prezzo a 2 euro il Kg riuscirà a vendere tutti e 15 i Kg di patate che ha portato con sé. In piazza ci sono Anna, Beatrice e Carla che sono scese per fare la spesa: ognuna ha deciso di destinare 10 euro all’acquisto di patate dall'ortolano. Passa prima Anna e ne compra 5 kg, poi Beatrice fa lo stesso ed infine, nella tarda mattinata è il turno di Carla, che acquista gli ultimi 5 kg.

La settimana seguente il prezzo delle patate è sempre di 2 euro ma nel frattempo è successo qualcosa. Anna ha infatti sposato un bravissimo falsario ed ora può destinare all’acquisto di patate 20 euro, di cui 10 falsi. All’apertura del mercato Anna acquista subito 10 Kg di patate e se ne va. Quando poco dopo giunge Beatrice e compra gli ultimi 5 chili Giorgio si ritrova senza più mercanzia. Siamo solo a metà mattinata e le patate sono già state tutte vendute: non c’è più nulla per Carla, che torna a casa a mani vuote. Nei giorni seguenti Giorgio ragiona tra sé e sé: "Poiché non posso portare al mercato più di 15 chili di patate e dal momento che a 2 euro le ho vendute tutte subito, potrei provare ad aumentare il prezzo!" Detto, fatto. La settimana successiva il prezzo delle patate è di 2 euro e cinquanta al chilo.
Come al solito passa Anna con i suoi 20 euro, con i quali ora può acquistare solo 8 kg di patate, seguita da Beatrice e Carla, le quali si dividono a metà gli ultimi 7 chili, pagando 8 euro e 75 centesimi a testa.
Giorgio l'ortolano se ne torna a casa con 37.5 euro, sette e mezzo in più della settimana precedente.

Che cosa ci insegna questo breve aneddoto esemplificativo?
- I primi a ricevere la moneta nuova incrementano il loro reddito a spese di chi la moneta non la riceve: Anna riesce in un primo tempo ad acquistare i prodotti al "prezzo vecchio" ed anche dopo l'adeguamento dei prezzi può comprare più patate di quanto riuscisse a fare in partenza (+3 Kg) , il tutto a spese di Carla e Beatrice (-1,5 Kg a testa).

- Il prezzo aumenta in seguito ad un incremento della domanda;
Giorgio non aumenta il prezzo delle patate perché è un negoziante cattivo e speculatore ma lo fa in seguito ad un aumento della domanda di patate innescata dai dieci euro falsi di Anna. Un eventuale intervento governativo volto a calmierare il prezzo non farebbe altro che peggiorare la situazione.

- I prezzi non vengono adeguati in modo istantaneo ed uniforme;
Trascorre del tempo tra l’introduzione della moneta nuova e l'aumento effettivo dei prezzi e questi ultimi non aumentano in modo uniforme.

Vediamo perché:
Siamo sempre al mercato e stavolta ci occupiamo di Dario il macellaio. Anna è vegetariana, Carla e Beatrice spendono ogni settimana 10 euro per comprare del filetto ed a fine giornata Giorgio l'ortolano destina un terzo dei suoi ricavi (10 euro) all'acquisto di carne. Immaginiamo che la prima settimana il prezzo della carne sia di 10 euro al Kg e che Dario abbia in negozio 3 Kg di carne, che vengono tutti venduti. Per tre settimane tutto continua come prima fino alla sera della quarta settimana, quando Giorgio arriva in negozio con 13 euro (ne ha incassati 37,5) e vorrebbe acquistare della carne che però non c'è.

Che cosa accadrà la settimana seguente al prezzo della carne?
Dario lo aumenta ad 11 euro al chilogrammo! Tra l'altro sua moglie Laura sì era lamentata con lui per l'"immotivato" aumento del prezzo delle patate… Col passare del tempo, man mano che la nuova moneta “circola” nell’economia, vi sono adeguamenti nei prezzi di tutti i beni (ed eventualmente anche nei salari), ma in tempi ed in modalità diverse: la settimana successiva all’introduzione dei 10 euro falsi il prezzo delle patate è aumentato del 25% mentre quella seguente è toccato alla carne rincarare del 10%. L'effetto globale è proprio quello di un aumento continuo e generalizzato dei prezzi e dei salari accompagnato da un trasferimento di ricchezza reale dagli ultimi a "ricevere la moneta nuova" (i salariati il cui stipendio aumenta solo alla fine) verso i primi ad utilizzarla.

Ma nel mondo reale chi è il falsario e soprattutto chi è Anna? Banca Centrale, il falsario "a norma di legge" che con la "politica monetaria" effettua una "iniezione di liquidità per stimolare l'economia". Quello che fa è invece regolare il sistema delle banche commerciali stabilendone i requisiti di riserva obbligatoria, ovvero la percentuale dei titoli e soprattutto dei depositi che deve essere depositata presso la Banca Centrale, fissando il tasso di interesse per i propri prestiti ed intervenendo come "prestatore di ultima istanza" ogni volta che le banche si trovano in difficoltà. Gli istituti di credito, sicuri di avere le spalle coperte dalla Banca Centrale, si comportano piuttosto come un giocatore d'azzardo che punta su investimenti sempre più rischiosi senza preoccuparsi delle conseguenze.

Così nascono le bolle speculative e così si determinano le crisi che seguono.

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